Il 16 marzo 2019 è entrata in vigore la ricetta elettronica veterinaria. Come per i medicinali ad uso umano, anche quelli per animali di compagnia e di grande taglia dovranno essere prescritti attraverso l’emissione del documento in forma digitale. Una volta dal medico veterinario, se necessario, verrà prescritto il farmaco e rilasciato in fase di prescrizione un promemoria di ricetta elettronica con un codice univoco ed il Pin. A quel punto, in farmacia si potrà ritirare il farmaco necessario. Il farmacista comunicherà l’avvenuta spedizione della ricetta in tempo reale al ministero della Salute. Questo nuovo meccanismo consentirà di monitorare con attenzione le prescrizioni e allo stesso tempo intervenire se e quando necessario. È il caso degli antibiotici: un utilizzo attento infatti, derivante da uno stretto monitoraggio, consentirebbe una maggiore sicurezza sia per gli animali che per esseri gli umani.
Ad un mese dall’avvio della ricetta elettronica veterinaria nonostante i primi disservizi segnalati relativi ad una lentezza di erogazione della prescrizione, ma anche in fase di spedizione della ricetta, il ministero della Salute fa sapere che tali problematiche sono quasi del tutto rientrate. Inoltre, da quando la prescrizione è diventata obbligatoria, sono state prescritte «586mila ricette con una punta di 34.988 il 6 maggio», coinvolgendo ben 7.880 tra farmacie, parafarmacie e depositi autorizzati alla vendita diretta. In aggiunta a ciò, il dicastero evidenzia che «in ogni caso, resta al medico veterinario la facoltà di decidere sul proprio onorario, in piena autonomia, senza alcun tipo di interferenza e secondo quanto previsto dalle norme vigenti e la deontologia professionale. Il medico veterinario, dunque, non può essere obbligato né alla gratuità, né a tariffe fisse per l’emissione di una ricetta. La ricetta del medico veterinario può essere gratuita o a pagamento, secondo la stessa libertà di onorario che pre-vigeva all’introduzione della ricetta elettronica veterinaria».

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