La pulizia dei denti rappresenta una parte importante della routine di igiene quotidiana. Lo spazzolino è lo strumento principale per ottenere una corretta pulizia dell’arcata dentale, ma la scelta del dentifricio, filo interdentale e collutorio, possono fare la differenza e garantire l’abbattimento dei residui di cibo che contribuiscono alla proliferazione delle diverse specie batteriche normalmente presenti in bocca. Tuttavia, un recente studio norvegese, ha evidenziato che diversi microrganismi presenti nel cavo orale, responsabili delle malattie gengivali, potrebbero avere un ruolo nello sviluppo del morbo di Alzheimer. Tale patologia, si ricorda, è una forma di demenza degenerativa associata alla presenza di placche amiloidi e ammassi neurofibrillari nel cervello, sebbene la sua origine primaria sia ancora ignota.
Ebbene, giunti al termine dello studio, i ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) svolge un ruolo decisivo nel determinare se una persona sviluppa l’Alzheimer o meno. Nello specifico, già in precedenza diversi studi avevano scoperto che i batteri che causano la gengivite possono spostarsi dalla bocca al cervello dove gli enzimi nocivi che espellono possono distruggere le cellule nervose nel cervello. Ora, per la prima volta, sono state evidenziate le prove del Dna per questo processo da cervelli umani. I batteri, dunque, producono una proteina che distrugge le cellule nervose nel cervello, che a sua volta porta alla perdita di memoria e, infine, al morbo di Alzheimer. Mydel sottolinea che i batteri non causano solo il morbo di Alzheimer, ma la presenza di questi batteri aumenta il rischio di sviluppare la malattia in modo sostanziale e sono anche implicati in una progressione più rapida della malattia. Da qui, l’invito dei ricercatori alla corretta igiene quotidiana, al fine di eliminare la presenza dei batteri nocivi.

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